venerdì 9 novembre 2012

Turbomatt - Soul Elevation | Surfing the web!




Les Transalpins des Abruzzes sont de retour dans les backs avec 'Soul Elevation', une nouvelle pierre à leur édifice musical instrumental desert rock proche de l'esprit garage. Les titres qui composent cette plaque sont les suivants : 

1. Kong Che'
2. Panic Youth&nbsp
3. Coloured Nurse&nbsp
4. Yawning Apes
5. Velvet Leaf
6. Ennio’s
7. FunkAss
8. PinkPhant
9. Massive

Et on ne peut s'empêcher de vous balancer le visuel ventant la médecine par les plantes  

ExLab Records | Prima Uscita | ExLab Records 01 | ELR 01

ExLab è orgogliosa di annunciare la su prima uscita discografica:
Turbomatt - Soul Elevation

Di seguito il comunicato ufficiale:


TURBOMATT - SOUL ELEVATION
OUT NOW!

Provenienti dal cuore verde dell'Abruzzo, i TURBOMATT sono portatori sani di pace psichedelica sul pianeta Terra dal 2007. Il loro garage desert rock cinematico batte sentieri magici percorrendo paesaggi malinconici, fughe astrali e sogni che hanno il sapore del vino rosso.

Una chitarra essenziale, un basso profondo ed una batteria groovy bastano ai tre per creare un'esperienza sonora primitiva e distorta, la nascita di una nuova colonna sonora per un film visionario, un passaggio nel deserto alla ricerca di una tangibile, profonda rinascita emotiva.
Autori di uno psych rock strumentale che incrocia garage, boogie e rock'n'roll, i TURBOMATT riportano in auge lo spirito sfrenato e mai domo dei pionieri del genere (Pink Floyd, Velvet Underground, Funkadelic) innestandolo sulle basi di un suono moderno, sfaccettato e multiforme, che attualizza la lezione di Sonic Youth, Yawning Man e Colour Haze. Un congegno che funziona alla perfezione, che suscita emozioni robotico desertiche con un approccio minimale, una produzione avvolgente ed una forza compositiva travolgente.

Turbo Ex (chitarre), Turbo Fra (basso) e Turbo Mark (batteria) hanno debuttato nel 2009 con il primo album omonimo, stampato in 50 copie fatte a mano, come il successivo Own Demon (2010), altra autoproduzione acclamata da pubblico e critica. Registrato, mixato e masterizzato allo StratoStudio da Ivan D’Antonio, il nuovo Soul Elevation è il terzo anello di una catena che non accenna a spezzarsi. Il disco uscira' il 30 ottobre per ExLab Records (ELR 01), sempre in formato CD handmade ed in vinile edizione limitata in 200 copie. Soul Elevation è anche disponibile in free download al seguente link:

Soul Elevation

Soul Elevation e' un viaggio profondo nelle radici di una musica senza tempo. Vibrazioni proto punk e blues si susseguono a sfrenate cavalcate surf e lisergici impulsi hard. I TURBOMATT attingono da un immaginario d'antan, un feeling cinematico che va da Ennio Morricone ai Massive Attack, dalla musica contemporanea all'immaginazione, lo humor, le melodie e le corde piu nascoste dell'animo umano.



Hailing from Italy’s green heart of Abruzzi, cinematic garage desert rockers TURBOMATT have waged psychedelic peace on the world with their tales of astro escapes, red wine dreams and melancholic landscapes since 2007.

Three-stringed guitar, two-stringed low bass & evil drums for a primitive and distorted experience, the birth of a new soundtrack to a visionary film, standing in a desert looking for a remarkable emotional reach. TURBOMATT’s psych instrumental garage boogie rock'n'roll sweet ruckus brings the relentless spirit of the genre’s pioneers like Pink Floyd, Velvet Underground and Funkadelic into modern age colossus (Sonic Youth, Yawning Man, Colour Haze) with super slick, robotic & desert feelings, minimalistic approach and loud production and a foundation-leveling sonic beating.

Formed by Turbo Ex on guitars, Turbo Fra on bass and Turbo Mark on drums, the band debuted in 2009 with a 50-run CD pressing of Turbomatt and in 2010 returned with the acclaimed self-produced Own Demon. Recorded, mixed and mastered at StatoStudio by Ivan D’Antonio, Soul Elevation is their third opus. The album will be out October 20th by ExLab Records (ELR 01), will be released as a hand-made CD and ltd edition vinyl (200 copies), and will be available for a free download at:

Soul Elevation

Soul Elevation is a journey deep into ancient roots, proto-punk and blues vibes, surf and lysergic early hard rock spirit. TURBOMATT are able to lend their own art and their inspiration to several “means”, from Ennio Morricone to Massive Attack, from contemporary classic music to imagination, humour, melodies and chords.




Soul Elevation track listing:

1. Kong Che'
2. Panic Youth
3. Coloured Nurse
4. Yawning Apes
5. Velvet Leaf
6. Ennio’s
7. FunkAss
8. PinkPhant
9. Massive

Website:
www.turbomatt.altervista.org

MySpace:
www.myspace.com/turbomattband

Facebook:
www.facebook.com/pages/TURBOMATT/333533837987

YouTube:
www.youtube.com/user/TurbomattRock%20

ExLab:
www.exlab.altervista.org/Lab/home.html

Per recensioni ed interviste / Press:
ultramagneticglow@gmail.com

Band:
Turbo Ex
Turbo Fra
Turbo Mark

PLAY IT LOUD!

giovedì 1 novembre 2012

New Review | Space Paranoids - Under the King of Stone


Voto
01. Under the King of Stone
02. Electric Rotor Crossroads
03. Black Salamander
04. Blind Cyrus
05. Dead Monk Mouth
06. Goblin Called Haze
07. Ordesa Sky Hunter

Self produced
2012
Website

SPACE PARANOIDS - "Under the King of Stone"

È un discorso che parla ai quattro elementi quello intrapreso dagli Space Paranoids nel loro "Under the King of Stone", meglio esplicitato nella foto interna del CD che descrive il «(...) rituale tributo alle aspre terre montane che ci circondano, picchi innevati, boschi impenetrabili, laghi cristallini, civiltà dimenticate.» Dell'Acqua (o flegma) è "Electric Rotor Crossroad", una scimanica ripetizione circolare che cerca nel continuo pronunciamento del ritornello una natura fluida e scivolosa. Come la bellissima "Dead Monk Mouth" che parte come un fiume in piena e finisce stemperandosi in ruscelli da paesaggio arcadico, gli stessi che troviamo in "Ordesa Sky Hunters", in chiusura del lotto, ottimo pezzo dall'armonia cristallina e dai bellissimi passaggi melodici.
All'Aria (o sangue) appartengono la title track in apertura del disco che rincorre i Natas sullo stesso orizzonte desertico e "Black Salamander" che vede entrare una chitarra psych wah wah a destabilizzare il soffice tappeto jam blues. Cream e Pink Floyd saturati e buttati, appunto, all'aria. Dalla Terra (o bile nera) crescono i neri germogli di "Blind Cyrus" che con un ritmo stomp Seventies riporta alle mente i duelli riff vs vocals della migliore stagione hard prog. Ospite all'hammond Tommaso Fia che cerca di ammaliare con dolcezza il lamento della chitarra solista. "Goblin Called Haze" cerca il punto esatto dove le Frequenze del Decimo Pianeta si sono interrotte e le ritrova, attualizzandole.
Manca il Fuoco (o bile gialla), ma l'elemento risiede in ogni espressione degli Space Paranoids, donando al disco quella qualità densa come lava che è lottare e credere nei propri mezzi per portare a compimento un progetto bello come "Under the King of Stone".



Eugenio Di Giacomantonio