lunedì 28 gennaio 2013

New review | FREDDY DELIRIO "Journey"


Voto
01. Dark Forest
02. Lucifer Seats à Droite
03. Flashover
04. Celtic Memory
05. The Triumph of the Truth
06. Dreamland
07. Witches' Sabbath
08. The Flight of the Eagle
09. Ecstatic Music
10. Casanova (Rondò)
11. Desire
12. Scarlet
13. Starlight

Black Widow Records
2012
Website

FREDDY DELIRIO - "Journey"

Oggetto curioso questo "Journey" di Freddy Delirio. Registrato presso l'FP Recording studio nel 1992, l'album vede la luce dopo venti anni sotto forma di raccolta che include un paio di soundtrack per il film horror "The Darkest Night", una canzone live "Ecstatic Music" e un videoclip come bonus. Ed è proprio horror sound la lingua parlata in questa mezz'ora di musica ispirata a "...images, colours and emotions, putting myself into the magic world of sound through progressive, rock, ecstatic and classical music". Mr. Delirio, all'anagrafe Federico Pedichini, è il compositore, l'arrangiatore e l'esecutore di tutti i pezzi, destreggiandosi tra tastiere, basso elettrico e batteria elettronica. Il risultato è prossimo alla colonna sonora del film "Demoni" (1985) di Lamberto Bava, composta da Claudio Simonetti, tastierista dei Goblin, a cui il nostro deve più che una semplice influenza.
La suspence viene fuori alternando gentili atmosfore ambient ("Dreamland") a sincopate cavalcate progressive da batticuore ("Witches' Sabbath", "Lucifer Seats à Droite", "Flashover") e non mancano piacevoli eccezioni dal sapore neoclassico come "Casanova", definita dallo stesso autore un rondò, "Celtic Memory" ed il trittico finale "Desire", "Scarlet" e "Starlight", vicine a certe evocazioni nordiche delle prime uscite di Enya. Alla fine dell'ascolto rimane in bocca un sapore agrodolce perfettamente diviso tra il plauso verso un'artista che ha deciso con questo lavoro di mostrare solo una sfaccettatura della sua arte (il nostro si diletta di regia e suona con Death SS e H.A.R.E.M.) e il rimpianto di non aver ascoltato un'opera completa, compatta e armonica in ogni sua evoluzione. Se il buon sangue non mente (Federico assomiglia in maniera impressionante ad un giovane Lee Dorrian!) avremo modo di ascoltare qualcosa di entusiasmante nelle prossime espressioni artistiche di Freddy Delirio.



Eugenio Di Giacomantonio

domenica 27 gennaio 2013

New Flyer | OS Club

OS Club
Club & Restaurant
Rome
 
 

New Review | PREHISTORIC PIGS "Wormhole Generator"


Voto
01. Swirling Rings of Saturn
02. XXI Century Riots
03. Tafassaset
04. Interstellar Gunrunner
05. Primordial Magma
06. Ente Londonts
07. Electric Dune

Moonlight Records
2012
Website

PREHISTORIC PIGS - "Wormhole Generator"

La Moonlight Records, etichetta di Parma dedita all'heavy psych, offre delle uscite di qualità superba e dopo i bei dischi di Talisman Stone, Shinin' Shade e King Bong, pubblica "Wormhole Generator" dei Prehistoric Pigs, gruppo strumentale che ci indica la strada migliore per i viaggi allucinati. Abbeveratisi alla fonte dei Karma to Burn ("Interstellar Gunrunner", "Swirling Rings of Saturn") il trio dei fratelli Tirelli sa bene che quando vuole fare male ci riesce benissimo, combinando riff feroci a distorsioni devastanti. Il risultato è qualcosa di molto vicino all'hard settantiano sfumato con la lezione desertica di gruppi come Unida, Hermano e Fu Manchu: roba di primissima scelta insomma.
Al contempo i Prehistoric Pigs mostrano un lato molto dilatato e space, come nelle bellissime "XXI Century Riots" e "Tafassaset", quasi una mini suite di oltre un quarto d'ora che accompagna divagazioni psichedeliche a ciclici caleidoscopi interstellari. Per affinità elettiva vengono in mente i 35007 degli albori quando, con un cantante di troppo, cercavano la via strumentale. Altra accoppiata interessante risulta "Primordial Magma" e "Entelodonts" dove si sente il sapore caldo del southern che, combinato con samples vocali da stazione orbitante N.A.S.A., fornisce un'ulteriore sfaccettatura dell'argomento Good Bong is a Good Trip!.
Nel finale i fiori del male finiscono di germogliare con "Electric Dunes", pezzo dal titolo evocativo quanto didascalico dove gli elementi finora riconosciuti si mescolano a meraviglia, offrendo un paesaggio desertico di dune, folate di vento e tempeste di sabbia. Qualcosa di lento, velenoso e quindi irresistibile. Come farsi d'assenzio e vedere pian piano il mondo scivolare, scivolare, scivolare… Approcciateli solo se siete maggiorenni e consenzienti.



Eugenio Di Giacomantonio

New Review | STARSLUGS "The Rite and the Technique"


Voto
01. Body Hammer
02. Nuke
03. Sad Sundays
04. Sense of Tragic
05. Betamax
06. Justice
07. Uranus
08. Willie
09. Mishima

Self produced
2012
Website

STARSLUGS - "The Rite and the Technique"

Un'idea kamikaze e suicida si trova dentro gli Starslugs: bombardare le orecchie degli ascoltatori fino a frammentarne qualsiasi punto di riferimento. Il Rito: trovarsi faccia a faccia in sala prove e vomitare le aberrazioni della modernità umana. La Tecnica: mettere a palla gli amplificatori, distorcere gli strumenti (basso, chitarra e voce) oltre la linea di tolleranza e rubare la beat/drums machine ai Suicide di vent'anni fa per far brillare dentro l'alta tensione. "The Rite and the Technique" raccoglie i precedenti EP del gruppo ("Gestalt X", "Fist", "Subhuman Cares") e descrive il feeling che corre tra Danilo Di Feliciantonio, Pierluigi Cacciatore e la Roland TR707.
Un flusso continuo come loop cibernetico e spaziale cavalca le nove tracce dell'autoproduzione: qualcosa puzza di cimitero e Cure quand'erano tre ragazzi immaginari ("Sense of Tragic", "Justice"), altro ancora viaggia con un carico pop pregno di deviata melodia ("Betamax", "Body Hammer") e c'è l'ispida, sincopata e malarica asprezza di una post tutto che non riconosce nessun genitore ("Nuke", "Uranus", "Mishima", "Willie"). L'effetto alla fine è talmente dirompente e rinfrancante che riporta alla mente l'anno domini 2004, quando un gruppo come i Death From Above 1979 (un duo anch'esso, guarda caso) pubblica l'unico full lenght "You're a Woman, I'm a Machine". Sembrano avere la stessa ideologia i nostri terroristi teramani, anche se, laddove si promuoveva una declinazione di disco music, trova qui un concetto assolutamente rock.
Fatevi un regalo: prenotate la vostra copia su www.starslugs.blogspot.com e regalatela a chi vi vuole bene. E se non basta andate a vedere gli Starslugs in giro per il Belpaese: li troverete sempre uguali e sempre diversi. D'altra parte la vita è un continuo cambiamento, in barba alla stasi della morte.



Eugenio Di Giacomantonio

domenica 20 gennaio 2013

Turbomatt + Bone Man | Live @ Baratto (TE)

27 MARZO 2013
Piazza S. Croce, 6 - Sant'Atto - TERAMO | Bar Il Baratto |

BONE MAN
Desert Psych from Germany
Arne - Bass | Marian - Guitar/Synth/Vocals | Oetzi - Drums

TURBOMATT
Instrumental Hypno Punk from Italy
Turbo Fra - Bass | Turbo Ex - Guitar | Turbo Mark - Drums


Poster by ExLab