venerdì 30 agosto 2013

New Review | KANDODO "K20"


Voto
01. Slowah
02. Grace and
03. Waves
04. Kandy Rock Mountain
05. July 28th
06. Swim Into the Sun

Thrill Jockey Records
2013
Website

KANDODO - "K20"

Simon Prine è un re. Della chitarra ovviamente. L'abbiamo ascoltato con piacere nel suo gruppo principale, The Heads, autentici fumatori di fuzz a distorsioni enormi. Ed ad un primo ascolto distratto potrebbe apparire notevole lo scarto con il suo ultimo progetto solista, Kandodo. Ma solo ad un primo ascolto. Perché, approfondendo, si intuisce come Simon stia cercando da sempre la stessa cosa seppur con metodologie diverse. La sua recherche è verso l'estasi. Perseguita con l'utilizzo di strutture circolari, ridondanti, ambientali. E più la ripetizione e la coercizione avvengono in maniera simultanea, più l'effetto è garantito. Come nei bellissimi album "Relaxing with The Heads", "Under the Stress of a Headlong Dive" e "Everybody Knows We Got Nowhere" gli Heads hanno cercato la sintesi ultima del loro processo di riconciliazione tra The Stooges, Blue Cheer, MC5 e The Who, così in Kandodo si assiste alla stesso processo di sintesi, ma, come dire, da un punto d'osservazione altro
Questa volta i numi tutelari non sono le rock band degli anni passati, bensì gli orizzonti visti, le facce incontrate e tutte le musiche racchiuse in ogni parte del mondo. Ed anche le musiche che non esistono, quelle solamente immaginate. Perché proprio l'immaginazione sembra essere il focus dell'album. L'immaginazione tesa a costruire una visione fantastica come cura espressiva del proprio universo artistico. Che in due episodi soprattutto si presenta in tutto il suo splendore e la sua lungimiranza. "Kandy Rock Mountain" che, ad eccezion fatta per i riverberi della chitarra, non presenta nulla di rock, ma è una splendida declinazione della desert music virata tra synth e arpeggi ambientali e la conclusiva "Swim Into the Sun", monolite di 22 minuti lanciato verso lo cosmologia Hawkwind grazie anche alla presenza di un drumming portante in perfetto stile Simon King (alla batteria c'è in realtà il sodale degli Heads, Wayne Maskell). Prima di questa, registrazioni di vocals distratti, samples da navicella spaziale ed effetti di ogni tipo fanno di "K20" un album bello e prezioso, utilissimo per il relax estivo. Fatevi un cannone, chiudete gli occhi e mettetevi sotto al sole. La realtà sembrerà un po' più bella.



Eugenio Di Giacomantonio

New Review | THIS IS GHOST! COUNTRY "This Is Ghost! Country"


Voto
01. Smooth Unfoo
02. Dumbfucker
03. Ztupe - Red Area
04. The God Replacement
05. Tekken
06. Big Fat Killing
07. Black Trekker
08. Bootes

Electric Magic Records
2013
Website

THIS IS GHOST! COUNTRY - "This Is Ghost! Country"

Con una copertina degna di nota per la sua bruttezza, la tedesca Electric Magic presenta al mondo This is Ghost! Country, combo votato al verbo crossover tout court. Nelle intenzioni di Chris (responsabile dell'etichetta, nonché bassista nei superlativi Samara Blues Experiment e Heat) emerge la volontà di dare voce a tutto il ventaglio della scena underground pesante, si tratti di viaggiatori spaziali come i Buddah Sentenza, di shoegazer dal piglio new wave come i Suns of Thyme o di tiratori scelti come i The Lone Crows. In questo caso siamo dalle parti del metal Anselmiano della metà degli Anni 90, quando i primi rallentamenti di tempo si univano ai ribassamenti delle corde, creando quel mostro che di lì a poco sarebbe diventato new metal.
Certo, un timbro sonoro alla Unida non manca mai (la desertica "Tekken" con la relativa coda "Black Trekker" e la conclusiva "Bootes") ma in generale il disco suona bene per chi ama la rocciosità di un Henry Rollins ("Big Fat Killing", "Dumbfucker", "The God Replacement") o la velocità punk rock dei Motorhead ("Ztupe - Red Area"), posizionandosi perfettamente in quel limbo in cui si trovano i dischi piacevoli da ascoltare ma che non lasciano nulla del loro passaggio. D'altra parte il rock non è fatto per essere sempre innovativo, anzi. A volte basta che ci faccia passare una bella mezz'oretta spensierata, per farci sgomberare la testa da ogni problema.



Eugenio Di Giacomantonio