mercoledì 24 dicembre 2014

New Review | BRAIN PYRAMID "Chasma Hideout"


Voto
01. Living in the Outer Space
02. Lazy
03. Landing on the Pyramind
04. Lucifer
05. Twin Headed Giant
06. Into the Lightspeed
07. Chasma Hideout

Acid Cosmonauts Records
2014
Website

BRAIN PYRAMID - "Chasma Hideout"

I Brain Pyramid sono un'autentica bomba. Sul filo elettrico che passa tra Radio Moscow, Blues Pills e i mai dimenticati Josiah, si piazzano loro, in perfetto equilibrio tra aggressività e classe. Come diceva qualcuno, "il tuo è culo, la mia è classe!" e la loro è quella classe simile ad un Bud Spencer, per rimanere in ambito cinematografico: non di forma, ma di assoluta sostanza. Di carne al fuoco ce n'è parecchia in "Chasma Hideout", sin dal trittico iniziale dove tra riff affilati con l'acido e base percussiva stile Gran Funk siamo di ritorno da Woodstock infangati e strafatti.

Tornano in mente i giorni in cui caricavamo il bong a ritmo di Orange Goblin, Nebula e Atomic Bitchwax. Gran bel pezzo di storia. Ma i nostri il bong lo hanno sicuramente caricato mentre partivano per la tangenziale con gli Sleep: "Lucifer" è doom, lenta e ipnotica come una buona erba. Ma è solo un passaggio, un momento di rilassamento dei nervi che ritornano tesi con "Into the Lightspeed" che come droga preferisce lo speed al THC: cavalcata su puledro indomabile ed incazzato.

La migliore qualità è data dall'uso modico della voce, mai sopra le righe, sempre in funzione del pezzo, e dall'arricchimento compositivo in fase di arrangiamento dei pezzi. In più di un'occasione emergono dal marasma fuzz/psych della chitarra e del basso un moog e delle keyboards che creano una dilatazione space meravigliosa.
Se avete in mente come possa suonare un gruppo di biker cresciuti a heavy psych piuttosto che a rockabilly, avete in mente cosa succede in casa Brain Pyramid. Scorpio Rising diceva qualcuno, il secolo scorso.



Eugenio Di Giacomantonio

New Review | JIBÓIA "Badlav"


Voto
01. Satya Yuga
02. Treta Yuga
03. Dvapara Yuga
04. Kali Yuga

Lovers & Lollypops / Shit Music for Shit People
2014
Website

JIBÓIA - "Badlav"

In pieno trip post Goat che ha fatto viaggiare tutti alle periferie musicali del terzo mondo, esce un interessante progetto chiamato Jibóia (nome di un boa constrictor), co-prodotto da Lovers & Lollypops e Shit Music for Shit People. Come indicano le note di presentazione, "Badlav" è un concept album sulle quattro età o ere dell'universo secondo l'Induismo. Dopo il perfetto Satya Yuga (età dell'oro) viene il Treta Yuga (età dell'argento) segnato da un declino. La terza era, il Dvapara Yuga (età del bronzo) porta un altro declino. Ed ecco l'oscuro Kali Yuga, un'età di perdizione in cui l'uomo uccide un altro uomo.

Autori di questa intrigante rappresentazione della vita, un duo: Óscar Silva che produce tutto, tra chitarre, loop, drum machine e Ana Miró che canta in perfetto stile bollywoodiano. Il risultato è ambivalente. Da un lato la musica produce un tappeto sonoro perfettamente psichedelico, teso a delineare con tratti robusti una visone sintetica alla maniera di molti one man/one loop station come Kandodoo e Plancton Wat; dall'altra la voce tende a riportare il tutto su registri etno/pop. I quattro momenti, intitolati come le quattro età dell'universo di cui sopra, si fondono tra di loro costituendo un unico flusso sonoro di una ventina minuti circa che sale tra le feste berbere di "Treta Yuga" e scende negli abissi ambientali di "Kali Yuga". Una festa per chi volesse partecipare.



Eugenio Di Giacomantonio