mercoledì 8 marzo 2017

New Review | ELEPHARMERS "Erebus"



Voto 8
01. Erebus
02. Spiders
03. The River
04. Cannibal Supernova
05. Of Mud and Straw
06. Deneb

Go Down Records
2016
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ELEPHARMERS - "Erebus"

Cagliari Stoner Rock City. Magari nel 1970 o anche oggi nei Duemila, con band di gran classe e grandi intenzioni. Non ultimi gli Elepharmers, terzetto più uno che ama forgiare il proprio suono al sole delle dune di Piscinas. Dopo il bell'esordio "Weird Tales from the Third Planet", la prima sorpresa la troviamo in "Spiders" che, subito dopo il monolite di apertura della title track (un mix incandescente di Karma to Burn, Acrimony e 35007), vede l'ugola di El Chino provare ad alleggerire il tema con un riff scanzonato e boogie come solo i Nebula sapevano fare.

Non facciamo in tempo a buttare giù il sorso che siamo davanti all'inno per lo scapocciamento di "The River", arcana e arcigna con qualche tocco proto doom à la Pentagram o, per accostarla a qualcosa di più moderno, ai Goatsnake. I pezzi sono lunghi e vivono dentro le articolazioni selvagge tra rifframa e cambi di tempo. Possono partire dal doom e finire nel metal o nello space rock o dove gli pare. Esempio è "Cannibal Supernova" con la seconda sorpresa di synth e Hammond del Baro, che rendono liquido e avvolgente il magma sonoro del terzetto. L'animo dell'ascoltatore galleggia nell'etere anche con la ballad southern psych "Of Mud and Straw", affidata all'acustica e all'Hammond come un oggetto d'amore da custodire preziosamente.

Non sappiamo perché ma ci hanno riportato alla mente i gruppi street metal degli Ottanta (Poison, Faster Pussycat, Cinderella) quando, in ogni album tossico e stradaiolo, inserivano una ballad da lacrimoni. Ma è un attimo perché già nella successiva e conclusiva "Deneb" si torna al mood sanguigno e verace del '70s hard, anche se il pezzo è arricchito da deliziosi intermezzi dove la musica scompare per fare spazio alla densità del sentimento. Il brano più commovente e riuscito dell'intero lotto. Come sempre la Sardegna, la sua terra, i suoi orizzonti e i suoi personaggi sono garanzia di cose buone e veraci: don't miss it!

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